Formaldeide e suoi cessori: quanto sono pericolosi per l’uomo?


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Buongiorno ragazze!

Oggi ho deciso di approfondire insieme a voi la conoscenza della dannosità in termini di salute umana e di benessere ambientale della formaldeide.

La formaldeide è un composto organico appartenente alla famiglia degli aldeidi, fortemente reattivo e presente in forma gassosa a temperatura ambiente. In virtù delle sue forti proprietà battericide e disinfettanti trova vasto impiego in soluzioni liquide ad uso domestico e medico sotto i nomi di formalina e lisoformio. Per le sue proprietà polimerizzanti è molto usata nell’industria delle resine sintetiche e delle fibre tessili artificiali. Gli impieghi più sconcertanti di questo gas tossico si evidenziano in ambito di conservazione alimentare (ambito nel quale è denominato conservante E240), di conservazione di materiali biologici in ambito medico-ospedaliero (vaccini e materiali farmaceutici) e di conservazione delle materie prime impiegate nelle formulazioni cosmetiche in formula indiretta.

L’articolo di oggi approfondirà prevalentemente quest’ultimo impiego per ovvie ragioni di pertinenza anche se sarebbero opportuni approfondimenti mirati per ciascuno degli impieghi descritti.

La Comunità Europea ha da tempo bandito l’impiego della formaldeide pura nei cosmetici finiti e nelle materie prime degli stessi. Acquistando quindi un prodotto cosmetico europeo si può essere sicuri che non conterrà in forma diretta la formaldeide. La legislazione, tuttavia, non pone divieti all’impiego di succedanei della formaldeide, molecole conservanti ed antimicrobiche che, nel corso di vita del cosmetico, cedono formaldeide inibendo la proliferazione batterica nel composto.

Sebbene diminuito il rischio per la salute è tuttora presente, considerato che la formaldeide è stata dichiarata cancerogena per l’uomo sulla base di recenti studi effettuati dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC). Essa provoca facilmente irritazione alle mucose con cui viene in contatto. Irrita gli occhi, arrossandoli e provocando tumefazione delle palpebre e congiuntivite. Nelle vie respiratorie può provocare iperattività bronchiale ed asma. Il contatto cutaneo può provocare dermatite e sono stati riscontrate altresì conseguenze a livello neurologico.

Forte dibattito si è sviluppato nei confronti dei trattamenti liscianti per capelli alla cheratina. È giusto soffermarci a riguardo poiché ritengo si sia fatta davvero molta confusione e si stiano diffondendo informazioni incomplete e poco chiare. Il problema relativo a questi prodotti si genera quando alla cheratina viene associata la formaldeide per potenziarne gli effetti. Nel momento in cui si creano i vapori di formaldeide, generati dall’asciugatura dei capelli sottoposti a tali trattamenti, si è a contatto diretto con la sostanza attiva in forma gassosa che procura irritazioni e si rivela cancerogena nel lungo termine. Nonostante attualmente la normativa imponga livelli di formaldeide in tali trattamenti non superiori allo 0,2%, serpeggia costante una cattiva informazione che mette a rischio parrucchieri e clienti ignari delle percentuali contenute nei prodotti che impiegano. Io vi sconsiglio totalmente questi trattamenti, anche se rispettosi dei limiti legali. La salute viene prima di qualsiasi trattamento di bellezza.

Piccolo approfondimento è necessario anche per gli smalti contenenti formaldeide, altro argomento scottante dell’ultimo periodo. Nonostante negli smalti comuni le quantità di formaldeide siano estremamente ridotte, io vi sconsiglio di impiegarli nel lungo termine. Attualmente moltissime case cosmetiche stanno escludendo dalle loro formulazioni di smalti e trattamenti per unghie queste sostanze, proponendo alternative sempre più valide ed economiche. Io stessa negli articoli precedenti vi ho proposto alcune marche di smalti che hanno escluso questa sostanza dalle loro formulazioni. Prestate attenzione agli smalti che impiegate anche di marchi molto noti ed apprezzati e controllate sempre con attenzione l’Inci.

Prima di salutarci vi lascio alcune indicazioni per poter rilevare con facilità all’interno dell’Inci le sostanze che cedono formaldeide. Ecco di seguito le sostanze che certamente cedono formaldeide: Sodium hydroxymethyl glycinate, Benzylhemiformal, Imidazolidinyl urea and diazolidinyl urea.

Per queste altre sostanze manca invece una prova analitica definitiva che dimostri la loro capacità di rilascio di formaldeide: 2-Bromo-2-nitropropane-1,3-diol, 5-Bromo-5-nitro-1,3-dioxane, Quaternium-15, DMDM Hydantoin, Methenamine.

In conclusione ci tengo ad affermare che ritengo necessario escludere qualsiasi prodotto che contenga le sostanze sopra descritte. È bene fare un passo avanti e porsi assolutamente contrarie all’impiego di queste sostanze nonostante siano tuttora vergognosamente consentite in forma più o meno indiretta. Poniamoci sempre con uno sguardo critico e leggiamo le cose per come realmente stanno. Non è vero che non ci sono alternative ai parabeni e alla formaldeide: questo è solo ciò che vogliono farci credere! Le alternative esistono, un esempio è la sterilizzazione UHT applicata ai cosmetici (iniziativa del marchio Dermatherm).

Un articolo di questo calibro invita tutte voi a meditare e a proporre la vostra opinione in un libero commento qui sotto. Cosa ne pensate? Ritenente giusto che siano state stabilite delle soglie di presenza o preferireste una maggiore responsabilità ed un esclusione completa di questi ingredienti? Mi raccomando, non dimenticate di dire la vostra!

Un bacio,

DebyVany91

 

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Formaldeide e suoi cessori: quanto sono pericolosi per l’uomo?

di DebyVany91 Tempo di lettura: 3 min
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